sede - Società Agricola Riario Sforza s.s.

Vai ai contenuti


  















PALAZZO RIARIO SFORZA
_________________











Il Palazzo Riario Sforza a Polistena, sede della Società Agricola
   


Dopo la ricostruzione della cittadina, la piazza antistante il palazzo prese quasi subito il nome di Piazza Mercato e lo tenne fino al 1860, quando si appellò prima Piazza Plebiscito e poi, con l’Unità d’Italia, Piazza Vittorio Emanuele II. In epoca recente prese il nome tuttora detenuto di Piazza del Popolo. La chiesa è ubicata all’interno del palazzo, con accesso anche da Corso Mazzini.
In essa, si possono ammirare alcuni beni sottoposti a vincolo dalla Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie della Calabria:
il Sepolcro del marchese di Polistena Giovanni Domenico Milano, morto nel 1740 e fatto costruire nel 1749 dal figlio Giacomo Francesco Milano;
un Bassorilievo raffigurante la Madonna di Loreto con epigrafe sottostante;
una Lastra tombale rettangolare in marmo  fissata sul pavimento;
un Bassorilievo raffigurante la testa di S. Giovanni Battista posta in un piatto ovale;
un Bassorilievo raffigurante medaglione contenente l’iscrizione: F/ ANNO/ Domini/ 1783;
un'acquasantiera in marmo bianco;
un confessionale in legno;
un Dipinto su tela raffigurante il Cardinale Tommaso Riario Sforza


La chiesa di Santa Maria degli Angeli

La cappella gentilizia dei marchesi Milano, il cui altare è dedicato alla Madonna di Loreto, venne consacrata il 6 gennaio del 1730 dal Vescovo di Nicotera Paolo Collia, come si evince dall’iscrizione sull’altare dedicato alla Vergine. Essa si trovava nel quartiere più basso rispetto al sito odierno, adiacente all'antico e grande Palazzo dei Milano distrutto dal terremoto del 1783.
L’abate Pacichelli, che aveva visitato i Milano nel 1693, scriveva che esso palazzo era guarnito di “superbo Teatro, eretto per la rappresentazione delle Commedie, in cui la nobile gioventù di Polistena molto s’esercita”.
Il feudatario principe don Giovanni Maria Loreto Milano (*10.2.1738 + 19.5.1816), si adoperò per la ricostruzione del paese che situò nella parte alta del fondo Evoli, di sua proprietà, dove, intorno alla baracca marchesale (attuale palazzo Riario Sforza) furono edificati i palazzotti dell’aristocrazia locale. Don Giovanni Maria Loreto ricostruì nel nuovo sito il palazzo di famiglia e, in dimensioni minori, all’interno di esso, la chiesa di S. Maria degli Angeli, trasportandovi quanto gli fu possibile recuperare dalla distrutta cappella gentilizia.
Il bassorilievo posto sull'altare proveniva, appunto, dall'antica chiesetta.
L'opera, così è stata catalogata dalla Soprintendenza ai monumenti e Gallerie di Cosenza: <<Bassorilievo raffigurante la Madonna di Loreto con epigrafe sottostante. Opera del XVIII secolo (1730) di ignoto scultore calabrese. Misure 500 x 100 circa. Marmo bianco. Stato di conservazione discreto. Entro un pannello incorniciato da volute in marmo bianco e tarsie policrome, è scolpita a bassorilievo la Vergine con il Bambino, posti sulla chiesa sorretti da angeli, nell'iconografia della Madonna di Loreto. La composizione poggia su due teste di cherubini alati scolpiti a tutto tondo. Al di sotto lastra con la seguente iscrizione:

ALTARE HOC VIRGINI LAURETANAE DICATU
CANDIDIS MARMORIBUS A CELSISSIMO
NOSTRO DYNASTA JOANNE DOMINICO
MILANO MARCHIONE VI VENUSTE
CONDITUM AB ILL.MO ET R.MO NICOTAREN
ANTISTITE PAOLO COLLIA ANNO
REDEMPTIONIS NOSTRAE MDCCXXX.
EPIPHANIARUM DIE SOLEMNITER DICATUM
CANDIDIS CORDIBUS VENEREMUR.


L'opera fu eseguita in occasione della consacrazione della cappella gentilizia dei Marchesi Milano, dedicata alla Madonna di Loreto, avvenuta nel 1730, con l'intervento del Vescovo di Nicotera Paolo Collia.



Bassorilievo raffigurante la Madonna di Loreto
    



Altare.





Sepolcro del marchese di Polistena Giovanni Domenico Milano

Lastra tombale
Cookie Policy | Copyright © 2021 Giovanni Mobilia
Torna ai contenuti