ALESSANDRO SFORZA DI SANTA FIORA

Alessandro Sforza di Santa Fiora nacque a Roma nel 1534.
Figlio del conte Bosio II di Santa Fiora e di Costanza Farnese (figlia naturale di Paolo III), era fratello minore del cardinale Guido Ascanio.
Godette della fiducia di Paolo IV, che gli ottenne numerosi benefici ecclesiastici: fu chierico della Camera Apostolica e canonico del capitolo di Santa Maria Maggiore dal 1554. Nel 1560 fu eletto vescovo di Parma.
Per aver ben meritato come portavoce pontificio nell'ultima fase del Concilio di Trento e poi nell'attuazione dei decreti conciliari nella sua diocesi, papa Pio IV lo innalzò al cardinalato nel concistoro del 12 marzo 1565: ottenne il titolo di Santa Maria in Via.
Nel 1573 abbandonò il governo della Chiesa di Parma e si stabilì a Roma, dove venne nominato arciprete della Basilica Liberiana: Gregorio XIII gli affidò numerosi incarichi nell'amministrazione civile dello Stato della Chiesa, soprattutto riguardo alla repressione del fenomeno del brigantaggio. Fu prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica dal 1575.
Morì improvvisamente a Macerata il 16 maggio 1581: il suo corpo venne traslato a Roma e sepolto nella basilica di Santa Maria Maggiore.
Figlio del conte Bosio II di Santa Fiora e di Costanza Farnese (figlia naturale di Paolo III), era fratello minore del cardinale Guido Ascanio.
Godette della fiducia di Paolo IV, che gli ottenne numerosi benefici ecclesiastici: fu chierico della Camera Apostolica e canonico del capitolo di Santa Maria Maggiore dal 1554. Nel 1560 fu eletto vescovo di Parma.
Per aver ben meritato come portavoce pontificio nell'ultima fase del Concilio di Trento e poi nell'attuazione dei decreti conciliari nella sua diocesi, papa Pio IV lo innalzò al cardinalato nel concistoro del 12 marzo 1565: ottenne il titolo di Santa Maria in Via.
Nel 1573 abbandonò il governo della Chiesa di Parma e si stabilì a Roma, dove venne nominato arciprete della Basilica Liberiana: Gregorio XIII gli affidò numerosi incarichi nell'amministrazione civile dello Stato della Chiesa, soprattutto riguardo alla repressione del fenomeno del brigantaggio. Fu prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica dal 1575.
Morì improvvisamente a Macerata il 16 maggio 1581: il suo corpo venne traslato a Roma e sepolto nella basilica di Santa Maria Maggiore.

