GIOVANNI VI DOMENICO MILANO, FRANCO, D’ARAGONA,
VENTIMIGLIA, NORMANNO, e CARRETTO
Unigenito di Giacomo III, fu XI Signore e VI Marchese di San Giorgio, II di Polistena, Grande di Spagna e I° Principe di Ardore, e del Sacro Romano Impero.
Quando suo padre morì, aveva appena 18 anni. Egli usò l’eredità paterna per comprare lo Stato e Principato di Ardore, Santo Nicola e Bombile venduto all’asta e della Terra di Siderno, venduta dall’eredità del Principe Carlo Caraffa della Roccella.
Filippo V concesse, quindi, a Giovanni Domenico il titolo di principe per sè e per i suoi successori in perpetuo.
Il 9 aprile 1696 si sposò per procura, in Palermo, con Aloisia Gioeni (n. il 3.10.1675). Dal loro matrimonio nacquero:
BEATRICE MILANO, FRANCO D’ARAGONA, E GIOENI
(n. Polistena 15. 04.1698) fu seconda moglie di D. Ferdinando Paolo Alarcon, y Mendoza.
GIACOMO FRANCESCO DI PAULA MILANO, FRANCO D’ARAGONA, E GIOENI
(n. Polistena 04.05.1699), battezzato nella chiesa palaziale S. Maria degli Angeli.
GIROLAMO MILANO, FRANCO D’ARAGONA, E GIOENI
(n. 10.05.1700) morto in tenera età.
ANNA MARIA MILANO, FRANCO D’ARAGONA, E GIOENI
(n. 10.07.1702) monaca.
AURORA MILANO, FRANCO D’ARAGONA, E GIOENI
(n. 26.07.1703) monaca.
IPPOLITA PLACIDIA MILANO, FRANCO D’ARAGONA, E GIOENI
(n. 10.06.1705) morta in tenera età.
PLACIDIA MILANO, FRANCO D’ARAGONA, E GIOENI
(n. 24.03.1707) monaca.
FRANCESCO MILANO, FRANCO D’ARAGONA, E GIOENI
morto in tenera età.
Giovanni Domenico Milano fondò a Polistena un magnifico convento dell’ordine di San Francesco di Paola, restaurò ed abbellì con delicate pitture, preziosi marmi, ed ingegnose iscrizioni le due cappelle distinte, una propria della Casa Milano, nella sacrestia di S. Domenico Maggiore in Napoli, e l’altra nella chiesa arcivescovile, ereditata dalla famiglia Franco.
Nell’anno 1715 comprò lo Stato di Gàlatro, Plaisano e Scuderi, da Giuliano Colonna che ne era Principe, come parimenti di Sonnino.
L’Imperatore Carlo V, il 19 dicembre 1716, gli concesse una Compagnia di Uomini d’armi Ordinaria, nel Regno di Napoli.
Lo stesso imperatore, il 5 marzo 1718 titolò Giovanni VI Domenico Milano Grande di Spagna di Prima Classe per sé e i suoi eredi in perpetuo.
Il 12 settembre 1723 fu riconosciuto Intimo, Attual Consigliere di Stato.
Il 7 maggio 1731 l'imperatore dichiarò Giovanni VI Domenico Milano, Principe del Sacro Romano Impero, per sé e per i primogeniti della sua famiglia in perpetuo.
Nello stesso tempo fu accordato il predicato di Celsissimo (cioè Massimo), di Dilezione e di Consanguineo Carissimo, nonché il privilegio di impiegare nelle loro Armi, gli stessi attributi che vengono adoperati da qualunque altro principe del SRI e il diritto di battere, coniare e valere la loro propria moneta. Infatti, nell’anno 1732 Giovanni VI Domenico Milano fece coniare in Vienna differenti specie di monete, cioè Talleri, Fiorini d’argento, Ungaro e doppio Ungaro d’oro. Nelle quali monete si osserva da una pare l’effigie dello stesso principe con l’iscrizione JOAN DOMINIC MILANO D. G. S.R.I.P.; e dell’altra parte le Armi con il Manto e Corona imperiale, ed all’intorno MARCH. SANC. GEORGIJ, & POLISTINAE 1732.
Con lo stesso imperial diploma i Principi Milani furono anche creati Conti del Sacro Palazzo Lateranense e Conti Palatini. Inoltre ottennero la facoltà di stabilire, fare e creare Notarj pubblici e Giudici ordinari, ed investirli, secondo l’uso, con la Penna e il Calamajo; di legittimare i Bastardi e ristabilirli nei diritti dei figli legittimi e naturali; di adottare figli ed emanciparli in qualunque età; di accordare dispense di età; di rendere liberi i servi; di fare e creare Dottori di Teologia, Giurisprudenza, medicina, e graduati in ogni altra Scienza privilegiata; di concedere Armi gentilizie; di fabbricare città e fortezze e possederle con pieno diritto di Sovrano; di mettere imposizioni, Dazi e gabelle; di fissare e creare Fiere; di concedere Feudi ecclesiastici e laici ed esigere dai vassalli il consueto omaggio di giuramento di fedeltà dovuto al Signore Diretto, annesso parimenti col diritto di reversione.
Fu inoltre concesso a Giovanni VI Domenico e ai primogeniti successivi e in perpetuo, la proprietà delle miniere d’oro, d’argento, di rame e di piombo, di sale e d qualsiasi altro metallo che si dovesse scoprire negli scavi della Casa Milano i quali, senza il Privilegio, sarebbero toccati all’Imperial Dominio; inoltre da ricordare anche il privilegio del diritto di asilo.
Nel 1734 fu dichiarato, dall’imperatore Carlo VI, Vicario Generale della Provincia di Calabria Ultra e Generale di Battaglia.
Giovanni Domenico Milano morì a Polistena il 30 gennaio 1740 e fu sepolto in pompa solenne nella Cappella della famiglia, nella Chiesa dei P.P. Cappuccini di Polistena.
Il figlio, Giacomo IV Francesco di Paola, primogenito e successore degnissimo, gli fece costruire un nobilissimo sepolcro con tante spese e lo ornò con l’epitaffio:
SERIS NEPOTIBUS
JOANNI-DOMINICO. MILANO. DE ARAGONIA. VENTIMIGLIA. &CC.
MARCH. S. GEORG. & POLISTINAE.PRINC.
ARDORIS. & S.R.IMP.MAGNO. COMITI.
DE MAZZALAVES. DUCI. S.PAULI. &cc.
MAGN. HISP. PR. CL. INTIMO. CAROLI.VI.
CAES.CONSIL.EQUITUM CATAPHRACTORUM. TRIB. PERP.QUI.
CLARITATEM. GENERIS. NULLI. SECUNDAM
ILLUSTRIUM. TIT. ADCESSIONE. PRO.
MERITIS.AUXIT.VIRTUTUM. LAUDE. EXORNAVIT.RELILIGIOSIS. INCREMENTIS. CONSECRAVIT. TANDEM.POLISTINAE. FATIS. CESSIT PUBLICIS. LACRYMIS. ELATUS.
PRID. KAL. FEB. AN. DN. M.DCCXL.
DIERUM SUORUM. LUSTRO XIII. EXEUNTE.
GLORIAE. SATIS. DIU. REIPUB. BON.
HEU! NIMIS. PARUM.
JACOBUS-FRANCISCUS.
EQUES. REGALIS. ORD. S. JAN.
OLIM. REGENS. M.C. VICARIAE.IN. REGNO. NEAPOL.
CONSILIARIUS. MAGISTRATUS. SUPREMI. COMMERCIJ.
CUBICULARIUS. UTRIUSQUE. SICIL. REGIS.
EJUSDEMQ. APUD.REGEM. GALLORUM.
EXTRAORD. OR.
EQUES. S. MICH. & S. SPIR.
PARENTI.
OPT. PIO. CHARISSIMO
MOESTISSIMUS. PIENTISSIMUS
GRATISSIMUS
P.C.
AN. RESTAUR. SAL.
MDCCIL
EST. MIHI. CHARE.PARENS.CINERUM.PIA.CURA.TUORUM.
UT. NATUM. NOSCAS.TE. GENUISSE. PIUM.
Fonti: Abbate Expilly, Della Casa Milano, Stamperia Giuseppe Barbou, alla Cicogna, Parigi 1753
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Sepolcro di Giovanni Domenico Milano |