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Chiesa

La cappella gentilizia dei marchesi Milano, il cui altare è dedicato alla Madonna di Loreto, venne consacrata il 6 gennaio del 1730 dal Vescovo di Nicotera Paolo Collia, come si evince dall’iscrizione sull’altare dedicato alla Vergine. Essa si trovava nel quartiere più basso rispetto al sito odierno, adiacente all'antico Palazzo dei Milano distrutto dal terremoto del 1783.
Prima del "
Flagello" i Milano possedevano anche, oltre al Palazzo marchesale, una grande Villa, fatta costruire nel 1725 da Giovanni Domenico Milano Franco marchese di San Giorgio e Polistena, che si trovava nell'attuale Contrada Villa del comune di Polistena.
Nell'Archivio di Stato di Napoli (
fondo Milano-Riario Sforza serie Milano) si conserva il disegno originale della costruzione, pubblicato nel 1998 da Giovanni Russo (vedi G. RUSSO, Polistena... immagini del tempo, Centro Studi Polistenesi)


L'attuale cappella fu ricostruita all'interno del nuovo Palazzo Milano subito dopo il terremoto e il bassorilievo posto sull'altare proveniva dall'antica chiesetta.

L'opera, tutelata dalla Soprintendendenza ai monumenti e Gallerie di Cosenza, così viene descritta:

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Bassorilievo raffigurante la Madonna di Loreto con epigrafe sottostante. Opera del XVIII secolo (1730) di ignoto scultore calabrese. Misure 500 x 100 circa. Marmo bianco. Stato di conservazione discreto.Entro un pannello incorniciato da volute in marmo bianco e tarsie policrome, è scolpita a bassorilievo la Vergine con il Bambino, posti sulla chiesa sorretti da angeli, nell'iconografia della Madonna di Loreto. la composizione poggia su due teste di cherubini alati scolpiti a tutto tondo. Al di sotto lastra con la seguente iscrizione: ALTARE HOC VIRGINI LAURETANAE DICATU CANDIDIS MARMORIBUS A CELSISSIMO NOSTRO DYNASTA JOANNE DOMINICO MILANO MARCHIONE VI VENUSTE CONDITUM AB ILL.MO ET R.MO NICOTAREN ANTISTITE PAOLO COLLIA ANNO REDEMPTIONIS NOSTRAE MDCCXXX. EPIPHANIARUM DIE SOLEMNITER DICATUM CANDIDIS CORDIBUS VENEREMUR. L'opera fu eseguiita in occasione della consacrazione della cappella gentilizia dei Marchesi Milano, dedicata alla Madonna di Loreto, avvenuta nel 1730, con l'intervento del Vescovo di Nicotera Paolo Collia. L'attuale cappella fu ricostruita nel 1783, subito dopo la distruzione della precedente cappella, a causa del terremoto avvenuto in quell'anno>>

Altare in marmo bianco con decorazioni di tarsio policromo. Al centro del palietto è raffigurata la croce, e ai due lati due stemmi gentilizi raffiguranti leoni rampanti che reggono uno stendardo diviso in quarti. Opera di ignoto marmoraro calabrese del XVIII secolo, fatta eseguire dal Marchese Giovanni Milano, di cui è raffigurato lo stemma. Misure 190 x 270. Stato di conservazione Buono.


Sempre proveniente dalla distrutta chiesa, si può ammirare, sul lato sinistro, il sepolcro del marchese di Polistena, Giovanni Domenico Milano morto nel 1740, fatto costruire dal figlio Giacomo Francesco Milano nel 1749. L'epitaffio viene attribuito a Giovan Battista Vico, amico della famiglia Milano.


Opera del XVIII secolo (1749) di ignoto Autore calabrese, in marmo bianco e tarsie di marmi policromi. Lo stato di conservazione è discreto (l'epigrafe risulta spezzata in più parti). Il sepolcro è sormontato dallo stemma gentilizio, raffigurante leoni rampanti che reggono stendardi con croci. Al di sotto è raffigurato S. Michele sormontato da un tondo con vescovo, insegna dei cavalieri dell'ordine di S. Michele e titolo del marchese dedicatorio dell'epigrafe (Soprintendenza Monumenti e Gallerie di Cosenza Catalogo Gen. N. 18/3149)

Acquasantiera in marmo bianco fissata al muro e circondata da una specchiatura in marmo grigio. Su di essa sono graffite volute e lo stemma della famiglia Milano raffigurante un leone rampante che regge uno scudo con due croci nei quarti. Opera di ignoto marmoraro calabrese eseguita probabilmente all'epoca della ricostruzione della cappella (Soprintendenza Monumenti e Gallerie di Cosenza Catalogo Gen. N. 18/3149).

 

Confessionale in legno di noce ad uno scomparto.
Artigianato ligneo calabrese del XIX secolo (Soprintendenza Monumenti e Gallerie di Cosenza Catalogo Gen. N. 18/3149).

Bassorilievo marmoreo raffigurante la testa di San Giovanni Battista decapitato posta su un piatto ovale. Opera di ignoto sculture calabrese del XVIII secolo (Soprintendenza Monumenti e Gallerie di Cosenza Catalogo Gen. N. 18/3149).



 

Pannello marmoreo di forma rettangolare scolpito a bassorilievo con medaglione definito da volute e conchiglie contornante l'iscrizione: Anno Domini 1783. L'opera ricorda la ricostruzione della cappella gentilizia dei marchesi Milano, avvenuta nell'anno stesso del terremoto 1783 che aveva distrutto la precedente cappella del 1730 collocata al di fuori del palazzo (Soprintendenza Monumenti e Gallerie di Cosenza Catalogo Gen. N. 18/3149).

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