AZIENDA AGRICOLA RIARIO SFORZA s.s.


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LA MIA ESPERIENZA COME IMPRENDITRICE






La mia esperienza imprenditoriale è iniziata nel 1996 quando, dopo la morte di mio marito il Duca Nicola Riario Sforza, in accordo con gli altri comproprietari si è deciso di proseguire la gestione comune dei fondi in forma societaria, costituendo l’Azienda Agricola “Riario Sforza” s.s.
Gli inizi non sono stati facili, posto che per me era un’esperienza nuova, ma progressivamente ho cercato di individuare le scelte ottimali al fine di ridurre i costi e adeguare la produzione a quelle che erano le esigenze di mercato.
Per tale ragione ci siamo orientati verso le colture a bassa commercializzazione:
Kiweti: convertendo circa 25- 30 ettari di agrumeto ad actinidia Hayward, in questi ultimi decenni, la nostra Azienda ha incrementato la produzione di Kiwi, selezionando le piante e indirizzando l’attenzione degli operatori verso la coltura biologica.
Uliveti: abbiamo soppiantato la produzione di grano con un vasto impianto di oliveto e, di conseguenza, abbiamo ristrutturato e/o costruito nuovi edifici da adibire a depositi oltre a realizzare un moderno impianto oleario in vista della produzione, trasformazione e commercializzazione dell’ olio prodotto in azienda. Oggi siamo in grado di imbottigliare il nostro prodotto con marchio biologico di qualità e di distribuirlo sui mercati mondiali.
Agrumeti: la nostra Azienda produce e commercializza diverse varietà di arance (ovale, biondo comune, navelina, washington navel, ecc.), assieme a limoni, mandarini e alle famose Clementine di Calabria (IGP), prodotto ortofrutticolo italiano a Indicazione Geografica Protetta, caratteristico della Piana di Gioia Tauro.
Piante: Contestualmente si è avviata un’attività di produzione di piantine da orto, puntando l’interesse sui semi selezionati e su una coltivazione più naturale possibile, abolendo o riducendo il più possibile l’uso di pesticidi e sostanze chimiche in genere.
L’Azienda Agricola Riario Sforza s.s., inoltre, da qualche anno, ha impegnato grandi risorse economiche in un progetto agro-turistico di grande portata, abbinando nel piano di lavoro il rilancio dell’allevamento e la riscoperta delle Tradizioni e della Storia locale:
Allevamento: è imminente l’apertura di un rifugio di montagna da associare all’allevamento di ungulati realizzato recintando circa 80 ettari di bosco.
Agriturismo: Entro l’anno, sui Piani di Prateria, a ridosso dell’Aspromonte e delle Serre, verrà inaugurato un moderno complesso agrituristico che affiancherà le riserve di caccia dove i cacciatori potranno esercitare la propria passione venatoria e riscoprire o sperimentare la caccia al cinghiale. Il tutto senza intaccare la fauna selvatica autoctona, poiché si tratta di animali allevati esclusivamente per tale scopo.

L’ostacolo più evidente all’attività imprenditoriale seguita è la lontananza geografica dai grandi luoghi di commercializzazione, resa ancora più grave dal basso sviluppo di grandi canali di commercializzazione presenti nel territorio, per cui i prodotti o si vendono ai pochi acquirenti locali e ai prezzi da loro stabiliti, oppure si cerca di distribuire la merce fuori dalla regione, dove ovviamente grava un ulteriore componente, di non poco rilievo, ossia il costo del trasporto.
A tutto questo bisogna aggiungere: le difficoltà dovute alla burocrazia, l’assenza assoluta di una politica economica regionale, il ritardo nella liquidazione delle somme dovute per i piani di miglioramento, la lentezza nell’erogazione degli aiuti comunitari e nell’approvazione dei progetti, per l’espletamento delle pratiche amministrative in genere ogni qualvolta si deve realizzare un’opera in azienda.
Quali sono gli obiettivi futuri? Crescere, portare a frutto le opere già intraprese e, perchè no, allargarsi verso altre nicchie di mercato, come sicuramente avrebbe voluto mio marito il quale ha sempre creduto nell’Azienda e ad essa ha dedicato la sua vita.
Un fatto comunque è incontestabile:
l’Azienda agricola Riario Sforza è una realtà realmente produttiva in una delle Regioni più povere dell’Europa ed è una delle poche imprese che riesce a dare lavoro a decine di famiglie in un’area geografica che detiene il primato della disoccupazione.


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